12 Maggio 2020

Della plastica si è molto sentito parlare anche negli ultimi mesi. Spesso indicato come “nemico pubblico” numero uno, con il diffondersi della pandemia Covid-19 questo materiale è stato ampiamente rivalutato, rivelandosi una preziosa risorsa nel contrasto al contagio. Resta il nodo cruciale del ciclo di vita della plastica, specialmente per gli ormai noti (e diffusissimi) DPI, dispositivi di protezione individuale. Una delle iniziative più interessanti per ovviare a questo problema è stata lanciata dall’associazione professionale degli istruttori di immersioni subacquee, la PADI (Professional Association of Diving Instructors), che ha creato delle mascherine in plastica riciclata personalizzate e riutilizzabili.

Realizzate in collaborazione con Rash’R, brand specializzato in abiti sportivi sostenibili, le mascherine ideate da PADI sono personalizzabili con temi che riguardano il mare e hanno già riscosso un grandissimo successo di pubblico, con 15mila pre-ordini raggiunti in pochi giorni, che contribuiranno così al riciclo di circa 700 chilogrammi di plastica.

Le mascherine sono in vendita assieme a cinque filtri intercambiabili (ecco perché è possibile riutilizzarle) e possono essere acquistate in tutto il mondo. “Siamo un’organizzazione con un cuore e con un’anima – ha dichiarato Lisa Nicklin, vicepresidente Marketing di PADI Worldwide – Abbiamo a cuore la natura e l’ambiente che ci circonda ed il tutto è stato fatto a titolo volontario, senza alcun scopo di lucro. Siamo molto fieri di aver prodotto queste mascherine. Inizialmente abbiamo sottovalutato quanto sarebbero state popolari. Dato il difficile momento che stiamo attraversando, abbiamo pensato che fosse una grande cosa da fare, un qualcosa di cui tutti avessero bisogno”.