30 Settembre 2019

Una seconda vita per il PET. Anzi, potenzialmente infinite seconde vite. Merito del progetto industriale “bottle to bottle” avviato da Ferrarelle nel suo stabilimento di Presenzano, provincia di Caserta. Grazie ad un innovativo processo di riciclo,  la nota azienda di acque minerali è in grado oggi di riciclare il PET, la plastica destinata all’uso alimentare, per produrre delle bottiglie nuove di zecca.

All’inizio del procedimento, le bottiglie usate vengono lavate e separate da tappi ed etichette, quindi il PET ritenuto idoneo viene sanificato e ridotto in piccoli fiocchi (flakes). Dopo aver  asciugato i fiocchi con un sistema ad infrarossi, si producono delle preforme in PET a uso alimentare miscelando R-PET (PET riciclato) e materiale vergine.  Nel dettaglio, l’R-PET contribuisce al 50% (limite massimo consentito dalla legge) alla formazione del nuovo prodotto.

Sostenuto finanziariamente anche da Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa), il sistema di Ferrarelle ha già permesso di riciclare oltre 7mila tonnellate di PET negli ultimi mesi.  Si calcola che a pieno regime le bottiglie realizzate con plastica riciclata saranno 800mila e sbarcheranno sulle nostre tavole nel 2020.