22 Novembre 2019

E’ stato ideato in Svezia e rappresenta l’ultima frontiera del riciclo: lo steam cracking è un processo di recupero chimico che, secondo i ricercatori della Chalmers University di Gothemburg, permetterebbe di trasformare qualsiasi rifiuto di plastica in nuova plastica di alta qualità, all’interno di un ciclo potenzialmente infinito.

Il principio è quello di un processo circolare, che avviene a livello molecolare attraverso la “cattura” di atomi di carbonio. In sintesi, lo steam cracking scompone le plastiche, trasformandole prima in gas e poi in oli. Proprio questi ultimi risultano riutilizzabili per dare vita a nuove plastiche senza dover ricorrere al petrolio o ad altri composti di origine fossile.

Henrik Thunman, professore di tecnologia energetica a capo del gruppo di ricerca che ha ideato lo steam cracking, ha spiegato: “Trovando la giusta temperatura – circa 850 gradi Celsius – la giusta velocità di riscaldamento e il tempo di permanenza, con questo metodo siamo stati in grado di trasformare 200 kg di rifiuti di plastica all’ora in una miscela di gas che può essere riciclata a livello molecolare per poter diventare nuovo materiale plastico di qualità vergine”.

Il processo ideato dal team del professor Thunman è applicabile a qualsiasi tipo di plastica, inclusi i rifiuti dispersi in mare o già da tempo in discarica, ed è doppiamente ecologico perché riduce le emissioni di anidride carbonica. Un sistema green che nasce dalla plastica: potrebbe essere davvero questa l’ultima frontiera del riciclo.