22 Giugno 2021

E se bastasse un po’ di plastica riciclata per dare sapore di vaniglia a torte e gelati? La prospettiva non sembra affatto lontana dopo quanto hanno scoperto due ricercatori dell’Università di Edimburgo. Joanna Sadler e Stephen Wallace sono riusciti infatti ad ottenere in laboratorio la vanillina a partire dalle bottiglie di Pet.

Per farlo, i due studiosi hanno modificato geneticamente un batterio Escherichia coli in modo tale che riuscisse a trasformare l’acido tereftalico – molecola derivata dal polietilene tereftalato (o Pet) delle bottiglie da riciclare – nella molecola che conferisce alla vaniglia il suo caratteristico sapore e odore.

Pronti per torte e gelati derivati dalla plastica riciclata, dunque? Non ancora, prima di usare la vanillina recuperata dal Pet per il consumo alimentare saranno necessari altri studi di “sicurezza”, ma i ricercatori scozzesi sono certi che si tratta di un prodotto commestibile.

Del resto, considerato il costo elevato della vaniglia naturale, già da tempo vengono prodotti aromi artificiali che ne riproducono l’essenza per poi essere utilizzati in cosmesi così come in cucina. L’aspetto davvero interessante è che con questo aroma artificiale si darebbe davvero nuovo valore al Pet: “Il nostro lavoro sfida la percezione che la plastica sia un rifiuto problematico e dimostra invece il suo utilizzo come nuova risorsa di carbonio da cui è possibile ottenere prodotti di alto valore”, ha spiegato Stephen Wallace.

Così Joanna Sadler, autrice principale della ricerca: “Questo è il primo esempio di utilizzo di un sistema biologico per riciclare i rifiuti di plastica in una preziosa sostanza chimica industriale e questo ha implicazioni molto interessanti per l’economia circolare. I risultati della nostra ricerca hanno importanti implicazioni per il campo della sostenibilità della plastica e dimostrano il potere della biologia sintetica per affrontare le sfide del mondo reale”.