18 Novembre 2020

A Venezia la plastica recuperata in mare diventa carburante per le barche: tutto, ovviamente, grazie al riciclo. Dopo alcuni mesi di sperimentazioni, il prototipo portatile “marGnet” (Mapping and recycling of marine litter and ghost nets on the sea-floor) progettato dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Venezia (Cnr-Ismar) è in grado oggi di trasformare i rifiuti plastici dispersi sui fondali in carburante per imbarcazioni.

Il passaggio avviene attraverso un processo di pirolisi a basse temperature, ovvero un processo chimico di decomposizione dei materiali mediante calore e in assenza di agenti ossidanti. L’operazione di riciclo permette di utilizzare la plastica recuperata senza bisogno di particolari pretrattamenti, riducendo così i costi di lavorazione.

Il progetto – che vede un partenariato costituito da Blue World Institute (Lussino, Croazia), Sintol (Torino), Laguna Project (Venezia) e TechneProjects (Padova) –  ha permesso di ricavare tre tipi diversi di carburante: uno leggero e di alta qualità, utilizzabile come materia prima per produrre nuovi polimeri vergini, il gasolio marino – e olio combustibile intermedio.

I primi test effettuati sui campioni di rifiuti marini provenienti dalla laguna di Venezia hanno dato esiti molto incoraggianti: la resa in carburante è stata generalmente superiore al 50% in peso e l’analisi del combustibile ha mostrato buoni riscontri.